Rivolta Pride #moltopiudizan

3 luglio 2021
Villa Angeletti
h 14.30 concentramento
h. 16.30 partenza corteo
PERCORSO: via de’ Carracci, Via Fioravanti, Via Tiarini, Via Matteotti, via Indipendenza, via Irnerio, Porta S. Donato, Viali Giardini, Margherita.
IL DOCUMENTO POLITICO
Siamo collettivi, associazioni, attivistə che lottano contro l’omesbobitransfobia in diverse forme ogni giorno dell’anno. Siamo scese in piazza il 16 maggio 2021 per rispondere alla proposta di legge nazionale contro l’omolesbobitransfobia, la misoginia e l’abilismo: abbiamo scritto e manifestato ponendo l’accento sui reali bisogni materiali e contro gli scambi politici sui nostri corpi. Abbiamo aderito alla piazza nazionale del 15 maggio e organizzato la piazza di Bologna sotto lo slogan #moltopiudizan, respingendo gli attacchi contro le nostre esistenze. Abbiamo preso parola a partire dalle differenze espresse dalle nostre sessualità e generi dissidenti, come persone con disabilità e siero-coinvolte. Per anni siamo state divisə in un binarismo politico che ci dipingeva come “istituzionali” o “antagoniste” a seconda dell’occorrenza, ma oggi siamo consciə che tale dicotomia risulta ormai obsoleta.

SPIAZZAT*

Nelle puntate precedenti…

Abbiamo inaugurato il percorso di SPIAZZAT* sabato 27 marzo 2021 chiedendoci: come stiamo nello spazio?

come stiamo nello spazio?

Ci siamo interrogat* collettivamente sulla ???????????????????????????????? ???????????? ???????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????̀ ????????????’???????????????????? ????????????????????, ???????????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???????????????????? ???????????????????? ???????????? ????????????????????????????????????????, ???????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???????????????????????????????????????????? ???????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????????? ???????????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???? ????????????????????????. Abbiamo discusso a partire dai limiti oggettivi e soggettivi, dalle paure e dai bisogni e desideri di lotta comune, di sapere collettivo, di salute e cura. Dalla necessità collettiva imprescindibile di ri-incontrarci e di ri-tornare a prenderci lo spazio, dopo tanto tempo in cui anche solo questa possibilità sembrava lontanissima, abbiamo immaginato forme di mobilitazione, di attraversamento dello spazio pubblico e di socialità.
I NOSTRI CORPI CONTANO!
nel momento in cui sembrava lontanissima la possibilità di rivedersi in presenza e il bisogno di socialità era ormai imprescindibile.

Il 10 aprile 2021 abbiamo organizzato SPIAZZAT*: CORPI CHE CONTANO. Abbiamo discusso di come questa nuova normalità di strade vuote e isolamento renda i nostri corpi vulnerabili ad attacchi transfobici, ad aggressioni misogine, al razzismo. Lo avevamo detto: non vogliamo tornare alla normalità perché la normalità è un problema.
Siamo consapevoli della difficoltà nel tornare a riprenderci, vivere, attraversare lo spazio, soprattutto dopo un anno di pandemia (sindemia). Siamo spiazzat*: vogliamo continuare a condividere le nostre frustrazioni, la nostra rabbia e la voglia di cambiare tutto, ancora una volta.
Abbiamo pensato a forme di risignificazione degli spazi pubblici da implementare: frocizzare i luoghi che viviamo con la nostra presenza, tramite momenti di socialità (ampia), lasciando segni evidenti e caratterizzanti, camminare (spostarsi) assieme nello spazio per non essere sol@.

Ritorna SPIAZZAT* RABBIA IN MOVIMENTO
8 maggio 2021 dalle 16:00 al Parco della Zucca

Discuteremo di #moltopiudiZan
e di #Pride.

The time has come!

SPIAZZAT* come stiamo nello spazio? 27 marzo Parco della Zucca

????BSide Pride invita a partecipare a un evento all’aperto per ri-discutere di ????????????????????????????????, ???????? ???????????????????? ???????? ???????????????????????? ???????????????????????????????????????? ???????????????????? ???????????????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????.
Sentiamo la necessità di ripartire da qui, per ???????????????????????????????????????????? ????????????????????????????????̀ ???????????????????? ???????? ???????????????????? ???????????????????????????? ???? ???????????? ????’????????????????????????????????????????????????????????????????????.
✊Ci sarebbero molte questioni prioritarie in questo momento: ????????????????????????????????????????, ????????????????????????, ???????????????????? ???????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???? ???????????? ???????????????????????? ???? ????????????????????????????????????̀ ???????? ????????????????????.
????Proponiamo di riprendere le fila, un passo per volta, a partire ???????????????????? ???????????????????????????????? ???????????? ???????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????????̀ ????????????’???????????????????? ????????????????????, ???????????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???????????????????? ???????????????????? ???????????? ????????????????????????????????????????, ???????????????????? ???????????????????????????????? ???????? ???????????????????????????????????????????? ???????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????????? ???????????????? ???????????????????????????? ???????????????????????????????????????????????????? ???? ????????????????????????.
Parliamo insieme a partire dai limiti oggettivi e soggettivi, dalle paure e dai bisogni e desideri di lotta comune, di sapere collettivo e di salute.
???????????????????????????????????????????????? ???????????????? ???????????????????? ???????????????????????? ???????????????????????????????????????? ???? ???????????????????????????????????????????? ???????????????????? ????????????????????????????????̀ ???????? ???????????????????????????????????????????????????? ???? ????????????????????????????????????????!????
come stiamo nello spazio? Evento in presenza!

Transfemministe queer verso l’8 marzo

Come prendiamo parola noi soggettività LGBTQIA+ nel contesto dello sciopero dell’8 marzo? Cos’è lo sciopero dai generi nel contesto della pandemia attuale e della necessità di un ripensamento della salute e della cura? Quali discorsi e quali pratiche stiamo attuando nei contesti delle realtà locali di cui facciamo parte? Mettiamoli in comune e confrontiamoci sullo sciopero come pratica transfemminista.

Ci incontriamo
MERCOLEDÌ 3 MARZO alle 19:00
online sul canale jitsi https://vc.autistici.org/ReteNazioAnaleTFQ

L’incontro sarà un’occasione di confronto sull’8marzo ma anche di discussione sullo stato della rete transfemminista queer e dei tavoli di lavoro avviati nel contesto dell’assemblea del 7 novembre scorso.

Il nuovo calendario di B-side Pride verso l’assemblea nazioAnale della rete transfemminista queer 7/8 novembre

Nel lungo periodo in cui non abbiamo potuto incontrarci per le restrizioni imposte dal Covid-19, il B-side pride ha scelto di porre al centro della sua analisi la questione della cura; al centro delle sue pratiche, quella del mutualismo (https://bsidepride.noblogs.org/risorse-aiuti-mutualismo-queer-nella-pandemia/).
Agire mutualismo e solidarietà queer, oltre che rispondere alla necessità materiale di scambiare risorse, cibo, denaro, ha una forte valenza politica: rendere visibili parentele spurie, reti di affetto e sociali non familistiche e non di sangue. In questa pagina trovi le principali iniziative di mutualismo queer in campo a Bologna. Per questo abbiamo avviato diverse iniziative, dalla redistribuzione di computer, al crowdfunding “Pane, paillettes e connessione”, tuttora attivo ( Pane, Paillettes e connessione. Sostieni le persone lgbitq in difficoltà economica nella crisi Covid (Raccolta fondi/cassa mutua di B-Side Pride)

Le soggettività Lgbtiqueer* non chiedono solo riconoscimento, ma redistribuzione di reddito e risorse, perché l’esclusione e la discriminazione producono effetti materiali sulle nostre vite.

Il 27 giugno (https://bsidepride.noblogs.org/post/2020/06/21/b-side-pride-piazza-tfq-27g-2020/ ), siamo finalmente sces* in piazza numeros* dando vita ad un pride transfemminista che portasse nello spazio pubblico l’Orgoglio per i nostri legami queer, che sono reti, sfamiglie, altre intimità, parentele spurie di affinità e resistenza, formazioni sociali che non riproducono la famiglia eterosessuale.
Abbiamo portato in piazza le nostre rivendicazioni e le nostre lotte: dalla lotta alla violenza di genere e dei generi a quella contro lo stigma che colpisce sex worker e persone sieropositive, dalla depatologizzazione delle transizioni e delle vite trans e non binarie alla solidarietà con il movimento Black Lives Matter e con tutte le resistenze queer, femministe, antirazziste, antifasciste globali.

Il transfemminismo rompe le certezze delle relazioni su cui si basa la società patriarcale, restituendo relazioni inedite, favolose e dissidenti. Per questo siamo scese ancora una volta in piazza il 27 luglio (https://bsidepride.noblogs.org/post/2020/07/09/gender-panic-molto-piu-di-zan-11-luglio-a-bologna/ ) per dire la nostra sulla legge su omolesbotransfobia: non ci interessa l’inasprimento delle pene a costo zero, vogliamo vedere riconosciuta la natura sistemica della violenza (l’eterosessualità obbligatoria) e chiediamo interventi strutturali per sradicarla a partire da educazione e prevenzione. Inoltre, la discriminazione non è un fatto meramente culturale, produce disuguaglianza sociale e materiale, per questo chiediamo reddito di autodeterminazione e accesso a salute, casa, istruzione per ognun*: per transitare fuori dai vincoli famigliari, patriarcali e omosociali.

Tutto questo nell’ambito del Coordinamento nazioAnale dei Pride tfq , che ha condotto ad una cornice nazionale condivisa di analisi, lotte e pratiche con cui lelle, froce, trans*, e molte realtà tfq territoriali sono sces* in piazza con tanti pride tfq in diverse città d’Italia (https://bsidepride.noblogs.org/post/2020/06/23/verso-un-pride-transfemminista-queer/ e  https://marciona.noblogs.org/post/2020/06/06/coordinamento-pride-transfemminista-queer-2020/). Una rete nata durante la pandemia, che ha incentrato da subito le sue analisi e le sue pratiche sui temi della cura e del mutualismo oltre che sulla messa in discussione della presa di parola queer nello spazio pubblico, a partire dalla forma del Pride, dal suo valore storico e dalla portata che ha assunto ai nostri giorni, anche nella narrazione mainstream e nei modi in cui viene inteso nello stesso movimento lgbtqi+.

Questa rete terrà la sua prima assemblea nazioanale a Bologna il 7 e 8 novembre, in cui discuteremo dei temi che hanno animato l’assemblea B-side dalla sua nascita e a partire dalla cesura rappresentata dalla pandemia, in una due giorni di workshop, laboratori e assemblee.

Pensiamo sia giunto il momento di incontrarci tutt* per continuare a discutere insieme di cura, a partire da una restituzione dei percorsi di mutualismo avviati e dalla pratica dell’autoinchiesta dei bisogni, per rilanciare queste iniziative e raccogliere nuove energie che continuino ad alimentare una solidarietà queer nella perdurante pandemia.

Pensiamo inoltre che sia necessario discutere su come prendere parola come queer nello spazio pubblico a partire dalla riflessione e dal dibattito in corso sul ddl Zan.

Tutto ciò guardando alla costruzione collettiva della due giorni transfemminista queer del 7 e 8 novembre, che avrà al centro proprio questi temi nel più ampio contesto della rete nazioAnale tfq.

Invitiamo tutt* a prendere parte a questo percorso:

  • assemblea pubblica 17 ottobre alle 14 al circolo Guernelli in via Antonio Gandusio, 6,

La chiusura dell’assemblea sarà fluida: chi vuole potrà rimanere al circolo Guernelli fino all’orario disponibile, ovvero le 20, altrimenti alle 17 si invita alla partecipazione a https://www.facebook.com/coordinamentomigranti.bologna.7

  • assemblea pubblica 24 ottobre, circolo Guernelli in via Antonio Gandusio, 6,
  • Due giorni della rete nazioaNale transfemminista queer sabato 7 e domenica 8 novembre

Pane, paillettes e connessione FAQ & materiale

In questo volantino ci sono le risposte alle domande frequenti sul funzionamento della cassa mutua e dei “Grani”, la moneta complementare con cui puoi fare la spesa:

Benvenut in Pane, Paillettes e Connessione

Questo è un volantino da appendere e distribuire liberamente, per far conoscere la cassa mutua Pane, paillettes e connessione:

volantino crowdfunding qrcode

 

Scuola di lingue e intercultura LGBITQ+, da settembre di nuovo LIVE!

Dal 15 settembre la scuola non è più on line ma dal vivo! E abbiamo deciso di aggiungere il livello intermedio di italiano.

  • Italiano base (martedì 18-19.30, dal 15 settembre)
  • Italiano Intermedio (martedì 18-19.30., dal 15 settembre)
  • Arabo base (giorno ancora da decidere, inizio lezioni ottobre)

Sei una persona LGBIT? Vuoi fare conversazione, lezione di italiano e scambio di lingue? Scrivici! bsidepride[at]inventati[punto]org

Per saperne di più sulla nostra scuola di lingue leggi questo. To know more about the school read this.

Gender Panic! Molto più di Zan! 11 Luglio a Bologna

Molto più di Zan!

Evento FB

Siamo froce, lelle trans*, lgbtiq+, sex worker, rifugiat*, razzializzate, donne, lesbiche e lesbicx. Siamo transfemministe. Siamo corpi desideranti, e vogliamo essere libere dalla violenza strutturale che l’eteropatriarcato ci impone ogni giorno. Per liberarci serve molto di più di una legge, lo sappiamo, per questo la nostra lotta non si è mai fermata. Chiediamo molto più della legge Zan, perché non ci basta inasprire le pene a costo zero, ma vogliamo un cambiamento radicale della società che ci opprime.

Il dibattito sulla legge Zan è lo specchio della stessa violenza che viviamo ogni giorno: persino quando si parla dei nostri corpi le parole sono quelle degli oppressori. La nostra presa di parola vale molto di più di quella di chi scende in piazza in difesa del proprio privilegio, rivendicando il diritto alla violenza e chiamandolo libertà. La nostra presa di parola vale molto di più di quella di qualche sedicente femminista, intenta a riprodurre il controllo sui nostri corpi che ha imparato dal patriarcato. La nostra presa di parola vale molto di più, perché è di noi che si sta parlando.

Vogliamo molto di più di una legge incentrata sui dispositivi punitivi. Lo abbiamo detto a Verona con Non Una Di Meno, lo abbiamo detto nelle piazze favolose del pride transfemminista queer, e lo diremo di nuovo questo sabato. Il dibattito sulla legge contro l’omolesbobitransfobia è l’ennesimo tentativo di trattare delle garanzie giuridiche minime come una merce di scambio, in una società che ancora non riconosce la nostra esistenza.

Il contesto pandemico ha dimostrato quanto la legge italiana sia espressione del patriarcato e del binarismo di genere. È risultato evidente nell’imbarazzante graduatoria degli affetti stilata dal governo all’avvio della Fase 2, rigidamente vincolati a legami di sangue o di relazioni eteronormate. Ancora più violentemente, si è imposta sui corpi delle donne e delle soggettività femminilizzate costrette nelle proprie case insieme a compagni e padri violenti.

Per cambiare questa realtà non basta inasprire le pene: ciò che serve è un cambiamento radicale del presente. Sappiamo anche che la violenza quotidiana subita da persone queer, trans e dissidenti difficilmente viene a galla proprio perché denunciarla significa esporsi nuovamente ad essa. Ma sappiamo anche che chi si sta opponendo a questa legge di questa violenza è complice. Negare che esistano forme di violenza indirizzate contro esperienze di genere che non rientrano nei ruoli prescritti da questa società patriarcale significa legittimare che migliaia di persone siano oppresse e precarizzate più intensamente a causa di quegli stessi desideri dissidenti e che non abbiano strutture alle quali rivolgersi quando subiscono violenza, significa negare che la discriminazione produce disuguaglianza economica e sociale.

Riconoscendo quindi che l’omolesbobitransfobia, come la violenza di genere e del genere, come la misoginia, non è un atteggiamento psicologico individuale, non è una violenza episodica, non è una mera discriminazione correggibile con una legge, ma è sistemica e strutturale, chiediamo molto di più del ddl Zan. C’è bisogno di agire in prevenzione nelle scuole. Se da un lato le scuole sono luoghi dove molt* persone lgbtqi possono stare lontano da famiglie violente e creare comunità in cui riconoscersi, allo stesso tempo spesso è anche il luogo in cui si riproduce la violenza sistemica. Vogliamo un cambiamento radicale della scuola, una revisione dei programmi e dei libri di testo, formazione per le insegnanti, educazione sessuale, affettiva e alle differenze, soldi. La scuola deve essere il luogo dove vengono abbattute le barriere di genere, classe, razza, orientamento sessuale. Solo così si potrà contrastare l’omolesbobitransfobia e non limitarsi a punirla.

C’è bisogno di rafforzare, in tutte le forme e luoghi possibili, i centri antiviolenza. Negli ultimi anni abbiamo visto un generale disinteresse verso i centri antiviolenza, lasciati senza finanziamenti o minacciati di chiusura, da ultimo l’esperienza di Lucha y Siesta a Roma. Noi chiediamo di più, non solo che questi centri non vengano depotenziati, ma anche la creazione di centri antiviolenza lgbt autogestiti.

C’è bisogno di un reddito di autodeterminazione, universale, individuale, slegato dal lavoro, per emanciparsi dalle famiglie di origine e sottrasi alla violenza domestica e anche come risarcimento per essere dell* bambin* e adolescenti queer in una società eteropatriarcale!

Per questo sabato 11 luglio saremo nuovamente in piazza a Bologna contro la violenza di genere e dei generi, per chiedere che sia riconosciuta la natura sistemica della violenza che colpisce tuttx noi. Il transfemminismo produce relazioni dissidenti e soggettività autodeterminate, che sono gli unici anticorpi possibili di fronte alla violenza strutturale dell’eteropatriarcato. Di fronte a questa violenza torniamo in piazza, per chiedere molto più della legge Zan! Dichiariamo lo sciopero permanente dai generi imposti e normalizzati! Alla reazione di gender panic causata dal solo nominare il “genere”, rispondiamo alzando la posta: noi siamo già oltre il panico, siamo paniche!

#genderpanic #bsidepride #nonunadimeno #ddlzan

I credits per la favolosa grafica vanno ad AthenA! Grazie!

11/07/2020 Piazza Nettuno dalle 18:00 alle 21:00

B-Side Pride

 

B-Side PRIDE Piazza TFQ 27G 2020

Evento FB

Il B-Side Pride invita tutt* a costruire per il 27 giugno, in piazza
Nettuno alle 13.30, una piazza del Pride favolosa, antirazzista, intersezionale, degenere, puttana, frocia, lella e trans non binaria, sierocoinvolta.

COMUNICATO STAMPA:

Dopo aver già attraversato il Pride bolognese nel 2019 e dopo una lunga serie di iniziative avviate nell’ultimo anno e durante la pandemia, B -Side Pride torna in piazza per fare del Pride una manifestazione politica per i diritti civili e sociali delle persone LGBTIA+queer: l’appuntamento è sabato 27 giugno in piazza Nettuno alle 13.30. Si suseguiranno parole, musica, suoni, performance artistiche.
La rete di singol*, associazioni, collettivi, reti, migranti, richiedenti asilo, razzializzate, native e terrone, studentesse/i/, sieropositiv, sex worker, frocie, lesbiche, trans*, intersex, non binarie e transfemministe è nata per reinventare un movimento autorganizzato di liberazione di corpi, generi e sessualità. A partire da sé e dai bisogni delle soggettività costruiamo un’analisi e una pratica per opporci alla violenza strutturale eteropatriarcale attraverso una politica orizzontale, assembleare, autonoma, desiderante e non consociativa. Durante la pandemia e nella crisi che ha generato abbiamo agito solidarietà queer e mutualismo, distribuendo cibo, farmaci, risorse, connessione internet a quant* erano senza lavoro, senza reddito o isolat*.
Ora torniamo in piazza per rivendicare: un modello di salute pubblica basato su medicina territoriale e preventiva, con il coinvolgimento dei servizi community based; centralità della salute e della riproduzione sociale, contro la produzione e il profitto; una scuola pubblica in grado di educare alle differenze, alla salute e alle libere affettività; un permesso di soggiorno europeo slegato da lavoro e famiglia e lo ius culturae; maggiori interventi specifici per rifugiat* LGBTIQ+ che ne garantiscano libertà di autodeterminazione; il superamento della legge 164 sulla transizione per una piena depatologizzazione; interventi e risorse contro la violenza di genere e dei generi (non ci interessa un aumento delle pene ma piuttosto un cambiamento culturale e sociale). Siamo contro la violenza di generi e confini, vogliamo cambiare questo mond e ci uniamo al grido transfemminista intersezionale che si alza dal nord Africa al Rojava, dall’America Latina al movimento Black Lives Matter, alla Palestina.
Sarà una piazza safer, nel rispetto della salute e della cura collettiva, attraversabile da corpi diversamente vulnerabili, come condiviso nel coordinamento transfemminista queer 2020 Marciona che organizza iniziative Pride a Milano, Bergamo, Torino, Genova,nei loghi più colpiti dalla pandemia. Segneremo con creatività lo spazio consensuale tra i corpi, per rendere safer la piazza, riappropriandoci in forma queer dei dispositivi di protezione individuale in modo da trasformarli in tecnologie di prevenzione e autocura collettiva.

DOCUMENTO E CONVOCAZIONE DI PIAZZA:

Il #27G (e dintorni) è la data che abbiamo scelto in rete con >>

MMARCIONA: VERSO UN PRIDE TRANSFEMMINISTA QUEER

La pandemia e la crisi che ha generato hanno acuito la precarietà per tuttu, come queer (froce, lelle trans*, lgbtiq+, sex worker, rifugiat*, razzializzate) ci siamo ritrovat* invisibilizzate dalle retoriche e dalle politiche familiste e paternaliste con cui la crisi è stata gestita. Come queer ci mancano cose materiali e immateriali ugualmente essenziali: cibo, reddito, accesso alla salute, la socialità frocia, lo spazio pubblico, le piazze, il cruising, l’incontro dei corpi nello spazio pubblico, la comunità politica nella quale potersi riconoscere che no, non è la nazione bianca eterosessuale. Per questo sentiamo l’esigenza di connetterci, di agire mutualismo e solidarietà queer e di ricostruire, a partire dal #27G, uno spazio pubblico dove incontrarci e lottare insieme.

Per questo il #Pride diventa per noi più che mai l’Orgoglio per i nostri legami queer, che sono reti, sfamiglie, altre intimità, parentele spurie di affinità e resistenza, formazioni sociali che non riproducono la famiglia eterosessuale.

Prepariamo e agiamo da subito la lotta della vita contro il profitto,
della cura contro la selezione, del desiderio contro la paura e ci
connettiamo alle richieste di reddito di autodeterminazione, accesso alla salute pubblica per tutt*, diritto a lavorare in sicurezza,
autorganizzazione della cura e riconoscimento del lavoro di riproduzione sociale come centrale. Perché non si tratta di sperare in un ritorno alla normalità, che per noi era il problema, si tratta di ripensare le basi della ri/produzione sociale ed ecologica. Anche per questo ci sentiamo in connessione e aderiamo alla piazza di #NonUnaDiMeno del 26 giugno ✹ Torniamo nelle strade. Ci riprendiamo tutto ✹ Bologna

Siamo in piazza contro la violenza di genere e dei generi!
La violenza è strutturale: l’eteropatriarcato è alla base della cultura
capitalistica e colonialista e garantisce l’organizzazione della società secondo rapporti di sfruttamento che rispondono alle logiche del profitto. Il transfemminismo rompe le certezze delle relazioni su cui si basa la società patriarcale, restituendo relazioni inedite, favolose e dissidenti. Per questo crediamo che sia importante discutere della legge su omolesbotransfobia: non ci interessa l’inasprimento delle pene a costo zero, vogliamo vedere riconosciuta la natura sistemica della violenza (l’eterosessualità obbligatoria) e chiediamo interventi strutturali per sradicarla a partire da educazione e prevenzione. Inoltre, la discriminazione non è un fatto meramente culturale, produce disuguaglianza sociale e materiale, per questo chiediamo reddito di autodeterminazione e accesso a salute, casa, istruzione per ognun*: per transitare fuori dai vincoli famigliari, patriarcali e omosociali.

Siamo in piazza per la depatologizzazione delle transizioni e delle vite trans e non binarie: superiamo la legge 164!

Siamo in piazza in solidarietà con il movimento Black Lives Matter e con tutte le resistenze queer, femministe, antirazziste, antifasciste
globali, dal Rojava alla Palestina al Brasile. Qui e ora combattiamo contro il razzismo sistemico e istituzionale e in alleanza con le soggettività lgbtiqueer migranti e razzializzate: vogliamo l’abolizione delle legislazione razzista e securitaria, permesso di soggiorno europeo, decolonizzazione della cultura e della società.

Siamo sierocoivolte e da questa prospettiva guardiamo alla salute: il ruolo dei servizi di prossimità e community-based nella cura dell’hiv e la lezione post pandemia fanno emergere la necessità di un ripensamento del welfare nazionale e regionale. Che si tratti di medicina territoriale, preventiva di residenze anziani, salute mentale, carceri, strutture di accoglienza va superata la visione disciplinare che crea spazi separati in cui isolare e concentrare “l’Utente”. Chiediamo accesso alla salute pubblica, alla prevenzione, alle terapie senza discriminazioni per le persone trans, razzializzate e marginalizzate. Lottiamo contro lo stigma che ancora ci colpisce come sieropositive.

Lottiamo contro lo stigma che ancora ci colpisce come puttane. Siamo libere di sperimentare le nostre sessualità in relazioni multiple. Il sex work è un “lavoro” e prima di tutto è un lavoro di/del genere perché la relazione di cura/seduzione che si costruisce è parte del servizio che viene venduto. Il sex work è lavoro e come tale necessita di diritti e tutele: più viene invisibilizzato, maggiore è la violenza verso chi lavora. Le leggi attuali sono insufficienti perché criminalizzano la nostra attività e quindi i nostri corpi, per questo lottiamo per la totale autodeterminazione e decriminalizzazione del sex work.

Sarà una piazza “statica”, safer, nel rispetto della salute e della cura collettiva, come condiviso anche a livello di tutto il coordinamento transfemminista queer 2020 Marciona. Quindi useremo la nostra creatività per segnare lo spazio, per rendere safer la piazza, riappropriandoci in forma queer dei dispositivi di protezione individuale in modo da trasformarli in tecnologie di prevenzione e autocura collettiva.

La piazza sarà safer e attraversabile da tutt*, batterà al ritmo delle
nostre rivendicazioni e dei suoni di WoWo , RYF, Miss Schneider (Erica Jane Schneider), Favolosa Corale WannaQueer e StaMurga – Ottimista e antifascista

 

Let’s stay connected! Ti serve un computer? Vuoi donare un computer? Leggi qui!

Con il progetto Paillettes e Connessione B-Side Pride vuole creare una rete di mutuo aiuto fra persone trans, non binarie, gay, lesbiche, queer, intersex nella crisi economica e sanitaria del Covid-19.
Avere un computer e una buona connessione internet è un bisogno fondamentale, sia per coltivare le proprie relazioni che per fare politica, per formarsi e informarsi, per lavorare o cercare lavoro, per accedere ai servizi e ai sussidi pubblici e alle informazioni utili a per far valere i propri diritti.
Oltre alla raccolta fondi, abbiamo cercato di organizzare un sistema che permette a chi ha un computer portatile di rigenerarlo in autonomia utilizzando software libero e di metterlo a disposizione di qualcuno che ne ha bisogno. (Ma chi non riesce a rigernerarlo in autonomia, può anche portarci il computer così com’è e ce ne occuperemo noi).
Il computer può essere anche molto vecchio e pieno di virus, basta che la parte hardware funzioni.
Chiunque voglia utilizzare queste istruzioni per replicare il progetto in altre città è benvenut@ (e se ci scrivete e ci raccontate come è andata ci fa molto piacere). 
Qui sotto ci sono le informazioni per chi vuole ricevere un computer e per chi vuole donarlo. 

Leggi tutto “Let’s stay connected! Ti serve un computer? Vuoi donare un computer? Leggi qui!”